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Parc Guell

L' Architettura di Gaudì fatta giardino

Da Plaza Catalunya
Metro - Direzione Trinitat Nova

Uscita Lesseps

Costruito a partire dal 1900 su richiesta del mecenate Eusebi Guell i Bacigalupi, Gaudì crea una delle sue opere più belle. Se il genio e l'arte dell'architetto Catalano ebbero la possibilità di esprimersi come in realtà è stato, ciò è anche dovuto a Guell, grande ammiratore delle città-giardino inglesi, di moda a quei tempi. Il ricco conte di Guell voleva creare su 15 ettari di una sua proprietà nella zona chiamata Montagna Pelada, un quartiere residenziale di circa 60 abitazioni, con la promessa, ai futuri abitanti, di un nuovo e rivoluzionario ritmo di vita. A Gaudì fu affidato l'incarico di elaborare un modello urbanistico, con la piena libertà di espressione sia nelle costruzioni sia negli ornamenti. Nonostante le più rosee previsioni, tuttavia l'esperimento della nuova città-giardino fallì. Vennero venduti solo due dei 60 appezzamenti, uno dei quali allo stesso Gaudì e l'altro ad un amico, il dottor Alfonso Trias. Fu questa la ragione per cui il comune di Barcellona, nel 1922, acquisì tuttà la proprietà e la trasformò in un parco pubblico. L'ingresso principale ha una splendida porta di ferro battuto fiancheggiata da due curiosi padiglioni di ceramica policroma, che nel progetto originario dovevano fungere da portineria, quello di destra e d'amministrazione quello di sinistra. Dall'ingresso parte una doppia scalinata le cui rampe, unite da giochi d'acqua e da sculture zoomorfe ricoperte da mosaici (fra cui, sempre presente nell'arte di Gaudì, la raffigurazone del dragone), si congiungono in alto in quella che è comunemente chiamata "la stanza delle cento colonne", anche se in realtà sono 86. In questa capricciosa sala ipostila, le colonne, in stile dorico, si piegano per sostenere una volta che sembra essa stessa in movimento, perchè tutta ondulata e che, con un inaspettato anticipo della Pop Art, è incrostata di pezzi di bottiglia, piatti, vetri, ceramiche. Nel 1912 Gaudì concluse, a coronamento della sala, quello che è considerato il simbolo e la sintesi della sua "arte totale", cioè il grande banco curvilineo che delimita il terrazzo superiore affacciato sulla città. Si dice che, per ottenere un appoggio anatomico sulla panca, Gaudì avesse fatto sedere un suo operaio nudo sulla gettata di gesso e avesse ottenuto il profilo adeguato su cui formò poi tutto il sedile. Anche quì, ancora una volta, Gaudì è maestro nell'anticipare forme e colori di un'arte che verrà molto più tardi: tutto il pancale è infatti composto da un mosaico di cocci di ceramica in vari colori e differenti misure, che egli dispone in un astratto e gigantesco collage. Al centro del parco si trova la Casa-Museo di Gaudì, dove il maestro visse dal 1906 al 1926 e ch ancor oggi conserva mobili, dipinti e ricordi appartenuti al grande artista Catalano.


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